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Paesaggio e territorio

Ultima modifica 13 dicembre 2016

EX-CHIESETTA DI VIA N. SAURO ANG. VIA CONCILIAZIONE

L'edificio più antico di Baranzate  - di cui se ne cita l'esistenza già nel XIII secolo - è la chiesetta di via Nazario Sauro; inizialmente definita oratorio, era dedicata a San Vincenzo. Nel secolo XVII sulle sue rovine ne viene costruita una nuova dedicata alla Natività di Vergine Maria. Dal 1800 la nuova chiesetta vede un susseguirsi di proprietari (Porro, Lainati, Erba, Visconti di Modrone) fino ad appartenere nel 1939 alla famiglia Andreoletti. Nel 1958 viene costruita la Chiesa Parrocchiale di N.S. della Misericordia dagli architetti Morassutti e Mangiarotti e dall'ing. Favini; il commendator Andreoletti, con specifica richiesta alla Curia di Milano, ottiene l'autorizzazione di poter disporre della chiesetta secondo la sua volontà. Da allora, cessò la sua funzione religiosa. Ma per qualche tempo le sue campane furono in uso in quanto la nuova chiesa non possedeva ancora il campanile. Negli anni 80 la famiglia Andreoletti vendette la piccola chiesa ad una finanziaria che a sua volta la cedette al Comune di Bollate, il quale la fece ristrutturare per adibirla a spazio pubblico.

La chiesa di N.S. della Misericordia è stata costruita nel 1958 a cura degli architetti Angelo Mangiarotti e Bruno Morasutti e dell’ing. Aldo Favini. Venne inaugurata dal cardinale Montini, divenuto in seguito Papa Paolo VI. E’ dedicata a Maria, Madre della misericordia poiché nell’anno in cui è stata costruita ricorreva il centenario dell'apparizione della Madonna a Lourdes. Siamo nell’epoca del dopoguerra, all'inizio del boom economico, cioè di un processo che in dieci anni trasformò l'Italia da paese prevalentemente agricolo -sostanzialmente sottosviluppato - in un moderno paese industrializzato. Per la costruzione della chiesa vengono utilizzati materiali innovativi che segnano una rottura con la tradizione del XX secolo come il cemento armato per quattro colonne portanti e le due travi trasversali che costituiscono insieme le uniche parti gettate in opera, il ferro, il vetro per le pareti ed elementi prefabbricati a forma di X per il tetto. E’ un opera d'arte moderna che vanta foto pubblicate nelle riviste di architettura di tutto il mondo ed è tuttora oggetto di studio da parte di architetti e designer; dal 2002 è sotto la tutela del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
All’esterno la chiesa è circondata da un muro di sassi e cemento grezzo e ruvido con una duplice funzione: di contrasto con le pareti lisce e vetrate della chiesa e di sostegno ai bassorilievi raffiguranti le 14 stazioni della Via Crucis, opera dello scultore Gino Cosentino (1916-2005).


CHIESA PARROCCHIALE DI N.S. DELLA MISERICORDIA VIA CONCILIAZIONE 22/24


Tra il muro e la chiesa vi sono zone a prato ad inclinazione variabile. L'interno è costituito da un'unica aula con le pareti in vetro opacizzato appoggiate al pavimento e fissate alla struttura portante in soli quattro punti in corrispondenza delle travi trasversali principali. Le dimensioni del volume vetrato sono di mt. 14,34 x 28,60 con altezza di mt. 10.
Sono entrambi ambienti bui, freddi ed umidi e salendo le scale si nota immediatamente il contrasto con la luce e la luminosità della chiesa e con la statua sospesa del Cristo, opera lignea di fine Quattrocento, che rappresenta la salvezza e la redenzione dal peccato. L’altare in marmo verde di Levanto è di tipo ambrosiano con il celebrante rivolto verso i fedeli.
Il pavimento della chiesa è sopraelevato di m. 2,20 rispetto al piano di campagna ed è alla stessa altezza della sommità del muro esterno.
Entrando in chiesa dall'ingresso principale si trova a destra, il battistero con un’unica fonte di luce  naturale proveniente dalla vetrata esterna, la cui posizione sta a simboleggiare il ventre materno e a sinistra, la cripta in cui si trova una statua cava di legno raffigurante la Madonna con il Bambino del ‘600. In fondo c’è l’ingresso per le solennità e le cerimonie costituito da un pannello di vetro montato su un telaio metallico apribile dall’interno. Sopra di esso, nella cantoria, rialzata rispetto al resto della chiesa possiamo vedere l’organo costruito dalla ditta Tamburini di Crema nel 1960. E’ uno strumento a trasmissione elettrica con due tastiere di 60 tasti e pedaliera completa di 30 note, cassa aperta con canne a vista ed adatto all'interpretazione della musica del '900 e contemporanea.
Il campanile - opera dell'architetto Morassutti -  costruito anch'esso pensando alla luce e alla semplicità, consiste in una struttura che disegna cinque cubi sovrapposti dei quali l'ultimo contiene le campane e gli altri la scala a chiocciola per mezzo della quale vi si accede.
Nel giugno 1979 alcune vetrate sono state rotte a sassate e in un secondo tempo una bomba carta, gettata all'interno della chiesa, dà origine ad un incendio che coinvolge parte della cantoria ed alcuni pannelli di polistirolo espanso collocati tra le lastre in vetro. Nell'anno successivo furono completati i lavori di restauro tuttora visibili, comprendenti la sostituzione di tutte le vetrate esterne con lastre infrangibili in plexiglass e l'inserimento di fogli di politene come isolante termico, al posto del polistirolo espanso.